Vorrei partire da una frase di BP raccolta nel libro “Bevete la bell’aria di Dio”:
Mi è stato chiesto di descrivere più approfonditamente ciò che avevo in mente per quanto
concerne la religione quando fondai lo Scautismo ed il Guidismo. Mi è stato chiesto:
“Come c’entra la religione?”.
La mia risposta è stata che la religione non ha da “entrarci”, perché è già dentro. Essa è il
fattore fondamentale che pervade lo Scautismo ed il Guidismo.
Discorso ad una conferenza di Commissari scout/guide, 2 luglio 1926
L’educazione non finisce mai, Nuova Fiordaliso, Roma 1997, p.43
Volevo partire da questa frase di BP per aprire una riflessione sulla Fede vissuta in clan.
La scelta di fede in clan questa sconosciuta!
Perché dico questo? Molto spesso i ragazzi che arrivano in clan danno l’impressione che la scelta di fede (ovviamente cattolica) sia l’ultimo dei loro pensieri barricandosi molto spesso dietro alla frase “Io non credo e tu non ci puoi fare niente” come se noi capi fossimo chiamati a convincere i ragazzi a credere e non fossero invece loro in prima persona a cercare di capire e sapere dove e come si vuole arrivare alla meta ossia la Partenza. Non si chiede e non si pretende che un ragazzo arrivato al clan abbia tutto chiaro, se fosse così il cammino educativo finirebbe in reparto e non esisterebbero il clan e la partenza. A volte penso che dire “Io non credo e basta!” sia più facile che mettersi in gioco al 100%; i dubbi di fede (li abbiamo tutti) sono ben accetti ma devono essere affrontati a muso duro senza aver paura di mettersi in discussione e, come avevo accennato in un altro articolo, anche arrivare al saluto implica compiere delle scelte e non significa compiere delle non scelte. La fede spesso è vista come una cosa scomoda, pesante perché è fatta di fiducia di abbandono alla quale si fa prima a girarci alla larga e barricarsi dietro le proprie stupide e sterili convinzioni date ed alimentate dai mass media e da ciò che sta intorno a noi non riuscendo ad andare oltre. Una volta un frate durante una route di Pasqua, dopo che io da buon rover gli avevo detto che ero contro la Chiesa e facevo fatica a credere, mi aveva detto che dovevo imparare a discernere i due ragionamenti: Fede e Chiesa vista come istituzione. Da quel momento ho imparato a vivere e a guardare la mia Fede in modo diverso, dal punto di vista della pura e semplice Fede ho imparato ad abbandonarmi di più, a fidarmi mentre dal punto di vista Chiesa come istituzione ho imparato a guardarla con spirito molto più critico non permettendo in caso di mancata coerenza (siamo tutti uomini) di “rovinare” la mia Fede. Ai ragazzi di oggi si cerca di passargli tutto questo ma è facile che vengano (non tutti per fortuna) distratti da tutto ciò che li circonda perdendo di vista il loro obiettivo ossia cercare di capire, di andare nel profondo delle cose, delle motivazioni, del perché si fanno le cose, del perché si prendono degli impegni per arrivare alla Partenza o al Saluto preparati e pienamente consapevoli di ciò che stanno facendo.
Alla luce di tutto questo diventa un grosso problema fare una proposta di catechesi che li tocchi nel vivo che li stimoli e più si cerca di fare una catechesi in clan vicina ai ragazzi e alle loro aspettative partendo dai loro dubbi e dai loro problemi e più non si è capiti, fraintesi.
Siamo in grado noi scout di fare una proposta di catechesi che possa aiutarli a capire a scardinare il loro muro? E come? Quali strumenti possiamo utilizzare?
come argomento,efficace ed attuale. Cerco anche io le risposte..